La ragazza del mondo

Anno:
2016
Durata:
104

Sinossi

Quello di Giulia è un mondo antico e sospeso, fatto di rigore e testi sacri, che esclude con ferocia chi non vi appartiene. Quello di Libero è il mondo di tutti gli altri, di chi sbaglia, di chi si arrangia cercando un’altra possibilità e di chi ama senza condizioni. Quando Giulia incontra Libero scopre di poter avere un altro destino, tutto da scegliere. La loro è una storia d’amore purissima e inevitabile e per i due ragazzi inizia un intenso periodo di vita insieme, scelta che comporterà per Giulia una totale esclusione dal mondo dei Testimoni di Geova al quale appartiene. Libero farà a Giulia il dono d’amore più grande di tutti: la libertà di appartenere al mondo, un mondo nuovo, luminoso e pieno di futuro.

 

Trailer:
Artistic Cast:
SARA SERRAIOCCO Giulia MICHELE RIONDINO Libero MARCO LEONARDI Celestino Padre di Giulia STEFANIA MONTORSI Costanza madre di Giulia
PIPPO DELBONO Giacomo “Anziano” congregazione Testimoni di Geova
LUCIA MASCINO Prof.ssa Donati
MARTINA CERRONI Simona sorella di Giulia
GIORGIO CARECCIA Daniele malavitoso
MARIA CHIARA GIANNETTA Loretta amica di Giulia
ALESSANDRA VANZI  Monica madre di Libero
ANDREA MAUTONE Raffaele “Anziano” congregazione Testimoni di Geova
Crew:
Regia Marco Danieli Soggetto e sceneggiatura Marco Danieli e Antonio Manca Fotografia Emanuele Pasquet Montaggio Alessio Franco e Davide Vizzini Musiche Originali Umberto Smerilli Scenografia  Laura Inglese Costumi Claudia Montanari e Giulia Pagliarulo Suono Giuliano Marcaccin Fonico di mixage Alessandro Checcacci Art Director Lorenzo Caproni Aiuto regia Renato Muro Produttore esecutivo Elisabetta Bruscolini Coproduttore  Fabio Conversi
Direction notes:
Ho sempre nutrito grande interesse per i temi dell’identità, della costruzione della persona, del rapporto tra individuo e collettività. Quello dell’ortodossia religiosa è a mio avviso un contesto ideale per approfondire queste tematiche, perché la manifestazione della volontà individuale si scontra, inevitabilmente, con quelle che sono le sovrastrutture etiche e di pensiero della comunità. Proprio per questo, nonostante il mio film sia dominato da una storia d’amore complessa e appassionata, lo considero un racconto di formazione e non un film sentimentale. L’amore per Libero, un ragazzo dal passato difficile, spinge la protagonista alla ricerca della propria identità ma non è il punto di arrivo del suo percorso: è soltanto il catalizzatore del cambiamento. La vera emancipazione per Giulia arriverà nel momento in cui imparerà a contare sulle proprie forze. Questo film parla infatti di una ragazza che si fa donna.
Immaginate una giovane di diciotto anni che ha una bella famiglia che le vuole bene, tanti amici, una vita tutto sommato tranquilla e che, malgrado ciò, decida da sola di mettersi tutti contro. L’unica persona che la sostiene è quella per cui se ne è andata di casa, il suo nuovo amore. Che se da un lato rappresenta la salvezza, la libertà, dall’altro è anche una minaccia agli occhi di lei, che si chiede ogni giorno quando lo guarda se abbia fatto bene, se ne valga la pena aver ferito così tante persone per inseguire il proprio piacere e i propri sentimenti. L’amore ha una forza propulsiva enorme nell’immediato. Ma poi il problema è quando i giorni e i mesi passano, quando si è più lucidi e si cerca di capire se si resiste in un mondo nuovo che è sempre stato demonizzato, in cui si è vissuti sapendo però di non appartenergli, non
riconoscendosi nella sua cultura, nelle sue istituzioni, tollerandolo.
La protagonista del film è dominata da una spinta evolutiva fortissima che la porta a sconvolgere la sua vita. Ma è una rivoluzione silenziosa quella di Giulia, eroina timida che non fa proclami né monologhi ma agisce e non si ferma. L’evoluzione interiore della ragazza è però più lenta e complessa delle sue azioni: non si smette di essere una testimone di Geova da un giorno a un altro. Giulia porta infatti anche nella vita di coppia l’eredità della sua educazione religiosa e anche quando sembra lontanissima dal suo Dio torna ad invocarlo con la preghiera. L’adesione al “mondo” che abbiamo raccontato non è uno sradicamento completo, manicheo. In Giulia continua a pulsare, in modo nuovo e probabilmente sottotraccia, un sentimento religioso, una fede. Ma a differenza del passato, sarà una fede che forse potrà convivere con la ricerca di un percorso personale, individuale e non individualistico, nel mondo.
Ho cercato di essere rigoroso nella rappresentazione dei testimoni di Geova, costruendo un mondo il più possibile realistico. In questo è stata importantissima la fase di studio e documentazione che ha accompagnato la scrittura, durante la quale io e lo sceneggiatore Antonio Manca abbiamo verificato – tramite letture, incontri con testimoni di Geova e interviste a fuoriusciti, ma anche sopralluoghi nelle “sale del Regno” – l’aderenza del nostro copione alla realtà. Tuttavia dal punto di vista espressivo sono stato intenzionalmente più libero. Se in generale la recitazione e la fotografia vanno in una direzione naturalistica, e spesso la macchina a mano contribuisce alla sensazione di assistere a un cinema del reale, in molti casi la regia compie scelte più forti ed esplicite: non con un’intenzione manierista ma con quella di contribuire a dare più lirismo, a calibrare la temperatura emotiva, ad aumentare la suspense o la drammaticità di una scena. A volte quindi la macchina a mano viene sostituita dal carrello, la musica diegetica si trasforma in extradiegetica, il suono si ovatta, il montaggio si fa più espressivo.

Selezione film

La rete degli spettatori porta film di qualità nelle sale e nelle scuole, facendo incontrare il pubblico con registi, sceneggiatori e attori.