Nico, 1988

Anno:
2017
Durata:
93

Sinossi

Sinossi

Ambientato tra Parigi, Praga, Norimberga, Manchester, nella campagna polacca e il litorale romano, Nico, 1988 è un road-movie dedicato agli ultimi anni di Christa Päffgen, in arte Nico.

Musa di Warhol, cantante dei Velvet Underground e donna dalla bellezza leggendaria, Nico vive una seconda vita dopo la storia che tutti conoscono, quando inizia la sua carriera da solista. Nico, 1988 racconta gli ultimi tour di Nico e della band che l’accompagnava in giro per l’Europa negli anni ’80: anni in cui la “sacerdotessa delle tenebre”, così veniva chiamata, ritrova se stessa, liberandosi del peso della sua bellezza e ricostruendo un rapporto con il suo unico figlio dimenticato. È la storia di una rinascita, di un’artista, di una madre, di una donna oltre la sua icona.

Trailer:
Artistic Cast:
Trine Dyrholm - Nico John Gordon Sinclair - Richard Anamaria Marinc - Sylvia Sandor Funtek - Ari Thomas Trabacchi - Domenico Karina Fernandez - Laura Calvin Demba - Alex Francesco Colella - Francesco  
Crew:
Scritto e diretto Susanna Nicchiarelli Fotografia Crystel Fournier Montaggio Stefano Cravero Scenografia Alessandro Vannucci con Igor Gabriel Costumi Francesca e Roberta Vecchi  
Direction notes:

Nico era una musicista complessa, ma la sua rimane una tra le produzioni più coraggiose del periodo: ha creato uno stile unico nel quale la ricerca di un’espressione personale si coniugava alla provocazione, l’esperimento, l’ironia, e soprattutto il coraggio. Senza lasciarsi influenzare da quello che le accadeva intorno, negli anni in cui esplodeva la Disco Music, lei componeva canzoni cupe e tenebrose che hanno influenzato successivamente in maniera radicale i movimenti Gothic, New Wave e la maggior parte della produzione Underground degli anni Ottanta. Eppure, questa Nico non la conosce quasi nessuno.

Di Nico si parla solo in funzione degli uomini famosi con cui è stata oppure soltanto in virtù dell’esperienza Factory-Warhol-Velvet Underground. Ma Nico è stata altro ed è stata molto di più negli anni a venire. Andy Warhol una volta disse: “È diventata una grassona drogata ed è scomparsa”, e non c’era niente di più falso.

La storia di Nico è la storia di un’artista che trova soddisfazione nella sua arte solo dopo aver perso la maggior parte dei suoi fan; è la storia di una delle donne più belle del mondo che si scopre felice soltanto dopo essersi finalmente liberata della sua bellezza. Io ho voluto fare un film su questo: sulla donna che Nico è stata dietro ed oltre l’immagine che la maggior parte delle persone hanno di lei, oltre l’icona: oltre “Nico”, il suo nome d’arte, ho voluto raccontare la vera Christa. E assieme alla sua storia ho voluto raccontare la storia di tante donne, perché sono convinta che nella sua parabola al contrario, per quanto drammaticamente estrema, ci sia tutta la difficoltà di una donna nel vivere il proprio ruolo di artista, e di madre, negli anni della maturità.

La collaborazione con Trine Dyrholm è stata per me straordinaria: insieme abbiamo cercato di dare vitalità ed energia a Nico, evitando di perseguire l’imitazione o la celebrazione sentimentale del personaggio. Trine ha sostenuto me e il film con intelligenza, ed insieme, prima di tutto attraverso la musica (oltre ad essere un’attrice Trine è anche cantante e 4

musicista), poi attraverso le parole e i gesti di Nico, abbiamo reinventato la donna che ci premeva raccontare, quella donna che noi abbiamo immaginato fosse dietro alla star.

La mia idea era di reinterpretare, rivivere e rielaborare emotivamente tutte le componenti della storia di Nico, per renderla contemporanea ed universale. Con Trine ho condiviso la lunga ricerca biografica che avevo fatto, i materiali, le interviste con i testimoni: insieme a lei ho ricostruito un personaggio difficile, controverso, talvolta antipatico; insieme abbiamo affrontato la sfida che anche il pubblico, com’era accaduto a noi, potesse tifare per lei. Con Trine e con il resto del cast, più di tutti con il coprotagonista maschile John Gordon Sinclair, ho raccontato il personaggio anche servendomi degli occhi degli altri, dal manager ai membri della band. Ho messo in scena una band di perdenti in un road-movie per l’Europa degli anni Ottanta, i tour improbabili e male organizzati, le situazioni talvolta surreali in cui i nostri si trovavano, mi hanno dato la possibilità di stemperare con ironia la drammaticità della vita di Nico, e anche di raccontare il continuo oscillare della sua storia, come quella di tutti, tra il ridicolo e il drammatico.

Ho voluto raccontare la storia di Nico attraverso la sua musica di quegli anni. I musicisti con cui abbiamo riadattato le sue musiche sono una band italiana con cui collaboro da anni: i Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo fanno una musica di ricerca, malinconica, con utilizzo di strumenti acustici e programmazioni elettroniche che gli danno un sound molto particolare e riconoscibile. La loro ricerca trasversale è a mio parere una delle più interessanti degli ultimi dieci anni in Italia: in collaborazione con Trine, abbiamo trattato la musica di Nico con il rispetto dovuto, ma anche con il coraggio della reinterpretazione.

Con la direttrice della fotografia Crystel Fournier abbiamo lavorato su un look specifico, cercando di ricreare un’immagine che richiamasse la seconda metà degli anni Ottanta: la qualità dei video, il formato quadrato, i colori delle luci che si osavano allora e la bassa definizione del supporto analogico sono stati i punti di riferimento per raccontare la storia di questo improbabile gruppo di malcapitati fuori tempo, prigionieri di un’epoca nella quale non trovavano più collocazione.

Di Nico mi sono innamorata anche per la sua ironia e credo, o spero, di aver raccontato la sua storia con la distanza e l’assenza di drammatici sentimentalismi con cui l’avrebbe raccontata lei. Nella scrittura e nella regia di questo film ho cercato di tenere sempre conto della misura e del rispetto dovuti ad una storia ed a personaggi realmente esistiti.

Susanna Nicchiarelli

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