Youtube Instagram

Mare chiuso

Sinossi

Tra il maggio 2009 e il 2010 diverse centinaia di migranti africani sono stati intercettati nel canale di Sicilia e respinti in Libia dalla marina militare e dalla guardia di finanza italiana; in seguito agli accordi tra Gheddafi e Berlusconi tutte le barche dei migranti venivano sistematicamente ricondotte in territorio libico, dove non esisteva alcun diritto di protezione e la polizia esercitava indisturbata varie forme di abusi e di violenze. Non si è mai potuto sapere ciò che realmente succedeva ai migranti durante i respingimenti, perché nessun giornalista era ammesso sulle navi e perché tutti i testimoni sono poi stati destinati alla detenzione in Libia. Nel marzo 2011 con lo scoppio della guerra in Libia, tutto è cambiato. Migliaia di migranti africani sono scappati e tra questi anche profughi etiopi, eritrei e somali che erano stati precedentemente vittime dei respingimenti italiani e che si sono rifugiati nel campo UNHCR di Shousha in Tunisia, dove li abbiamo incontrati. Nel documentario sono loro a raccontare in prima persona cosa vuol dire essere respinti; sono loro a descrivere esattamente cosa è accaduto su quelle navi. Sono quelle testimonianze dirette che ancora mancavano e che mettono in luce le violenze e le violazioni commesse dall’Italia ai danni di persone indifese, innocenti e in cerca di protezione. Una strategia politica che ha purtroppo goduto di un grande consenso nell’opinione pubblica italiana, ma per le quali l’Italia è stata recentemente condannata dalla Corte Europea per i Diritti Umani in seguito a un processo storico il cui svolgimento fa da cornice alle storie narrate nel documentario.

Dalla Scheda PDF di approfondimento

È un problema o, meglio, sono i mille problemi interlacciati, e non per questo non urgenti, che riguardano legislatori, testimoni, antropologi, giornalisti, affabulatori, filosofi, ma in modo più tragico e diretto gli interessati. Racconta la sorella Hermine che una volta Ludwig Wittgenstein la sorprese con una risposta: “Sei come uno che guarda fuori da una finestra chiusa, e non capisce gli strani movimenti di un passante. Chi è all’interno non può sapere che fuori infuria una tempesta, e che il passante sta solo facendo del suo meglio per reggersi in piedi”. Tutte le riflessioni e le sentenze legate al problema dell’emigrazione clandestina rischiano di sembrare vedute su un paesaggio cui mancano informazioni essenziali.

Dalle Note di regia

La regia del film segue lo stile del cinema-documentario partecipativo già sviluppato in altri nostri film (Come un uomo sulla terra e Il sangue verde): racconti in prima persona, con un forte coinvolgimento dei protagonisti nella costruzione del racconto, senza voce narrante esterna e con attenzione cinematografica all’estetica e alla fotografia dei luoghi in cui abbiamo incontrato i protagonisti: spazi di attesa, luoghi di geometrici silenzi, isole di deserto tunisino, campagne immobili del sud Italia.

Scarica la scheda di approfondimento

Trailer

Photogallery

Selezione film

La Rete degli Spettatori porta film di qualità nelle sale e nelle scuole, facendo incontrare il pubblico con registi, sceneggiatori e attori.

Website design by KMSTUDIO