L’industriale

Anno:
2011
Durata:
94

Sinossi

Nicola ha quarant’anni, è proprietario di una fabbrica, ereditata dal padre, sull’orlo del fallimento. Nicola è strangolato dai debiti e dalle banche, nella Torino che vive la grande crisi economica che soffoca tutto il paese. Ma è orgoglioso, tenace. Ha deciso di risolvere i suoi problemi senza farsi scrupoli, esattamente come le finanziarie che lo vorrebbero al tappeto. Laura, sua moglie, è sempre più distante. La sta perdendo, se ne è accorto, ma non fa nulla per colmare la distanza che ormai li separa. Assediato dagli operai che lo pressano per conoscere il loro destino, in attesa di concludere una joint venture con una compagnia tedesca, Nicola avverte che qualcosa sta turbando l’unica certezza che gli è rimasta: il matrimonio. Ma invece di aprirsi con Laura comincia a sospettare di lei. E a seguirla di nascosto. Tutto precipita. I tedeschi rifiutano l’accordo e Laura annuncia che ha intenzione di separarsi. Nicola annaspa e tira fuori il peggio di sé. Poi la ruota della vita di Nicola gira. Tutto sembra tornare a posto: l’azienda, il matrimonio, il successo sociale. Ma Nicola ha più di un segreto da nascondere…

Dalla Scheda PDF di approfondimento

Montaldo affida prevalentemente alla composizione accurata dell’inquadratura, soprattutto negli esterni, il compito di rappresentare lo scollamento tra i personaggi e lo sfondo. La Torino desaturata dalla fotografia di Catinari (il colore ridotto a un residuo appena percepibile sui volti degli attori) viene filmata privilegiando i severi scorci monumentali, muti testimoni dell’attuale tragedia e insieme segni potenti di un passato col quale sembra impossibile ripristinare una qualsiasi forma di continuità. Nicola si muove freneticamente all’interno di uno spazio costruito per sottolineare, anche attraverso le sproporzioni scalari tra ambiente e figura umana (nei totali, quasi espressionistici, composti più sullo sfondo che sulla centralità dei personaggi), proprio la perdita d’ogni possibilità di incidere sul reale, l’inutilità di ogni sforzo che intenda riconquistare un rapporto autentico con un mondo fattosi estraneo e irraggiungibile.

Dalle Note di regia

Andrea Purgatori è un gagliardissimo compagno di lavoro. Una delle prime sequenze scritte nella sceneggiatura è la visione di una fabbrica occupata. Striscioni con dure frasi di protesta stesi lungo la cancellata, bandiere dei sindacati, tende con brande e coperte, operai intorno ai fuochi per proteggersi dal freddo intenso. Ciò che era scritto nella sceneggiatura è stato realizzato con il talento dello scenografo Francesco Frigeri e la scena – con i volti tesi, tra dolore e rabbia, degli operai e con la livida luce creata da Arnaldo Catinari – era così reale che, subito, scattò l’allarme in tutta la zona. Madri con i figli in braccio, passanti, negozianti tutti con l’angoscia che quella finzione potesse essere realtà.

Trailer:
Artistic Cast:
Pierfrancesco Favino (Nicola) Carolina Crescentini (Laura) Eduard Gabia (Gabriel) Elena Di Cioccio (Marcella) Elisabetta Piccolomini (Beatrice) Andrea Tidona (Barbera) Mauro Pirovano (Olivieri) Gianni Bissaca (Saverio) Roberto Alpi (banchiere) e con Francesco Scianna (Ferrero)
Crew:
regia Giuliano Montaldo soggetto Vera Pescarolo Montaldo Giuliano Montaldo sceneggiatura Andrea Purgatori Giuliano Montaldo collaborazione alla regia Vera Pescarolo Montaldo aiuto regia Inti Carboni scenografia Francesco Frigeri costumi Elisabetta Montaldo fotografia Arnaldo Catinari suono Gianluca Costamagna montaggio Consuelo Catucci musica Andrea Morricone organizzatore generale Gaetano Daniele prodotto da Angelo Barbagallo per Bibi film Rai Cinema con il sostegno di MIBAC distribuzione 01 Distribution
Direction notes:
«Quando ripenso alle settimane di lavoro per realizzare L'industriale le due prime immagini sono: freddo ‐ calore. Il calore, l'amicizia, la passione, la straordinaria professionalità dei miei compagni di avventura; il freddo, la città di Torino nei mesi di gennaio e di febbraio. Nebbiolina, pioggerellina, nevischio... Il danaro non ha patria... Sulle prime pagine dei giornali, a caratteri cubitali, si legge che sono stati bruciati milioni e milioni di euro. Ma l'orrenda pira dov'è? Chi è il boia che appicca il fuoco? La crisi è devastazione e lacrime, come nelle guerre. Tutti siamo a conoscenza di imprenditori che travolti dal fallimento si sono suicidati. Molti erano operai che avevano costruito - con l'aiuto dei compagni di lavoro - delle piccole imprese. Il dolore e l'umiliazione per una sconfitta, inaccettabile dopo tanti sacrifici, sono eventi troppo forti. Leggendo queste drammatiche storie con Vera abbiamo deciso di scrivere un soggetto: la storia di Nicola Ranieri, un giovane industriale che ha ereditato l'azienda dal padre, un operaio emigrato a Torino dalla Puglia negli anni del boom economico. Nicola ha una moglie, ricca proprietaria terriera. Basterebbe una sua firma o quelle della superba suocera per ottenere dalla Banca la sopravvivenza dell'azienda in crisi. Ma l'orgoglio, la tenacia, la testardaggine di Nicola... sono di Nicola, che è fatto così. Andrea Purgatori è un gagliardissimo compagno di lavoro. Una delle prime sequenze scritte nella sceneggiatura è la visione di una fabbrica occupata. Striscioni con dure frasi di protesta stesi lungo la cancellata, bandiere dei sindacati, tende con brande e coperte, operai intorno ai fuochi per proteggersi dal freddo intenso. Ciò che era scritto nella sceneggiatura è stato realizzato con il talento dello scenografo Francesco Frigeri e la scena - con i volti tesi, tra dolore e rabbia, degli operai e con la livida luce creata da Arnaldo Catinari - era così reale che, subito, scattò l'allarme in tutta la zona. Madri con i figli in braccio, passanti, negozianti tutti con l'angoscia che quella finzione potesse essere realtà. Con i tempi che viviamo... Durante i sopralluoghi nella vasta zona industriale della città avevamo visto molte fabbriche abbandonate e altre occupate - da mesi! - dai lavoratori. Le visioni di una sconfitta. Abbiamo immaginato una città paralizzata dalla crisi (molte città industriali, non solo Torino) con pochissimo traffico e un lontano sottofondo di voci di protesta, tanti cori che reclamano lavoro! lavoro! È facile immaginare le strade e le piazze di una grande città senza traffico e con pochissime auto, moto e camion parcheggiati, e impossibile da realizzare senza la paziente collaborazione degli abitanti di quelle zone. Grazie anche a loro. E grazie alla preziosa collaborazione della Film Commission Torino Piemonte e della Regione Piemonte.» Giuliano Montaldo

Selezione film

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