La lunga notte del ’43

Anno:
1960
Durata:
106

Sinossi

Nella Ferrara dell’autunno 1943, da poco reduce dall’armistizio, un gerarca fascista fa uccidere il leader cittadino del partito per prenderne il posto. All’accorrere degli squadristi che stanno costituendo il Partito Fascista Repubblicano, la colpa viene fatta ricadere su alcuni anti-fascisti e partigiani, tra cui il padre di Franco, ex-militare disertore dopo l’8 settembre e innamorato di Anna, moglie dell’infermo Pino Barilari, che fa da narratore della storia. Quest’ultimo assiste alla fucilazione degli anti-fascisti, ma non denuncerà l’accaduto né rivelerà alla moglie o ad altri cosa ha visto. E forse è meglio così, visto che neanche Franco, preoccupato solo di scappare da Ferrara, vuole davvero sapere.

Note a margine

L’esordio di Florestano Vancini, tratto dal racconto Una notte del ’43 di Giorgio Bassani (poi raccolto in Cinque storie ferraresi) è un dramma a sfondo bellico dalle tinte passionali che racconta il significato dell’armistizio in una città a cavallo tra la fedeltà al duce e al regime fascista e la spinta partigiana. Il regista sceglie pieghe intimiste e sottotraccia per ravvivare la sua formazione neorealista e descrive una Ferrara meticolosamente ricostruita in studio dalle scene di Carlo Egidi (candidato al Nastro d’argento) e dalla fotografia di Carlo Di Palma, attraverso l’atmosfera e il travaglio dei personaggi che fanno da specchio al dilemma morale di un paese, soprattutto nella figura di Barilari, il farmacista invalido testimone e involontario motore della vicenda: significativa la scelta finale di evitare il climax e sottolineare metaforicamente il gesto della stretta di mano tra il gerarca colpevole e Franco, simbolo di una ricostruzione in cui i conti con il passato non saranno mai fatti fino in fondo.

Vincitore del Leone come migliore opera prima alla Mostra del cinema di Venezia, La lunga notte del ’43 ha avuto più di un problema nella produzione, vista l’ispirazione del racconto a un fatto realmente accaduto e mai chiarito sino in fondo, tanto che la produzione cercò fino all’ultimo di far sostituire i fascisti con i nazisti per evitare le continue proteste dei nostalgici. Proteste che cambiarono colore politico quando al film fu imposto il divieto ai minori di 16 anni. Nonostante questo, il film ebbe un buon successo e vinse anche il Nastro d’argento per l’interpretazione di Enrico Maria Salerno nel ruolo di Barilari.

Nel cast anche Raffaella Carrà (Ines), accreditata con il vero cognome Pelloni.

Artistic Cast:
Belinda Lee (Anna) Gabriele Ferzetti (Franco) Enrico Maria Salerno (Pino) Gino Cervi (Sciagura) Andrea Checchi (Farmacista) Nerio Bernardi (Avvocato) Alice Clemens (Blanche)
Crew:
regia Florestano Vancini soggetto Giorgio Bassani sceneggiatura Ennio De Concini Pier Paolo Pasolini Florestano Vancini fotografia Carlo Di Palma montaggio Nino Baragli scenografia Carlo Egidi costumi Pier Luigi Pizzi musica Carlo Rustichelli
Direction notes:
L'esordio di Florestano Vancini, tratto dal racconto Una notte del '43 di Giorgio Bassani (poi raccolto in Cinque storie ferraresi) è un dramma a sfondo bellico dalle tinte passionali che racconta il significato dell'armistizio in una città a cavallo tra la fedeltà al duce e al regime fascista e la spinta partigiana. Il regista sceglie pieghe intimiste e sottotraccia per ravvivare la sua formazione neorealista e descrive una Ferrara meticolosamente ricostruita in studio dalle scene di Carlo Egidi (candidato al Nastro d'argento) e dalla fotografia di Carlo Di Palma, attraverso l'atmosfera e il travaglio dei personaggi che fanno da specchio al dilemma morale di un paese, soprattutto nella figura di Barilari, il farmacista invalido testimone e involontario motore della vicenda: significativa la scelta finale di evitare il climax e sottolineare metaforicamente il gesto della stretta di mano tra il gerarca colpevole e Franco, simbolo di una ricostruzione in cui i conti con il passato non saranno mai fatti fino in fondo. Vincitore del Leone come migliore opera prima alla Mostra del cinema di Venezia, La lunga notte del '43 ha avuto più di un problema nella produzione, vista l'ispirazione del racconto a un fatto realmente accaduto e mai chiarito sino in fondo, tanto che la produzione cercò fino all'ultimo di far sostituire i fascisti con i nazisti per evitare le continue proteste dei nostalgici. Proteste che cambiarono colore politico quando al film fu imposto il divieto ai minori di 16 anni. Nonostante questo, il film ebbe un buon successo e vinse anche il Nastro d'argento per l'interpretazione di Enrico Maria Salerno nel ruolo di Barilari. Nel cast anche Raffaella Carrà (Ines), accreditata con il vero cognome Pelloni.

Selezione film

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