Youtube Instagram

Il gemello

Sinossi

“Il gemello” è il nomignolo di Raffaele. Ha 29 anni e due fratelli gemelli. È entrato in carcere all’età di 15 anni per aver rapinato una banca, da 12 vive lì dentro. Raffaele non è un detenuto normale, ha carisma e gode di grande “rispetto” da parte degli altri detenuti. Il carcere circondariale di Secondigliano (Napoli) è la sua casa; lì, in quel luogo di dolore, vive con il suo compagno di stanza Gennaro, coetaneo e condannato all’ergastolo. Con lui lavora alla raccolta differenziata dei rifiuti e grazie a questo lavoro mantiene la sua famiglia d’origine. Raffaele ha un rapporto speciale anche con Niko, il capo delle guardie carcerarie con cui parla e si confronta. Niko sta cercando di introdurre nelle sezioni carcerarie che dirige regole più umane e attente all’individuo. Il film è un viaggio all’interno dei luoghi fisici e dell’anima di Secondigliano, dagli spazi angusti alle celle, al parlatoio in cui si incrociano le esistenze dei tre protagonisti tra piccoli e grandi avvenimenti.

Dalla Scheda PDF di approfondimento

Raffaele non è Steve McQueen (ci si ricordi di Papillon), né Domenico è Robert Redford (quello di Brubaker): il vero eroismo è il quotidiano, le vere lezioni sono quelle del giorno per giorno; e il film non vuole celebrare, ispirare, far sognare, edificare o spiegare il mondo, più onestamente e semplicemente vuol fare un ritratto (non dimenticando le parole di Martin Buber quando dice che “l’infinito dovrebbe essere racchiuso in ogni azione dell’uomo, quando parla, guarda, ascolta, cammina, si ferma e si corica”). Il film di Marra rinuncia, infine, a raccontare il “tipico” e a fare quella sorta di ritratto mai autentico d’una situazione esemplare, di un personaggio (o meglio di una relazione tra personaggi) che non ha nome o indirizzo precisi. Secondo la tradizione appunto del vero ritratto, esso cerca piuttosto l’eccezionale nell’identità, fuori dal ciascuno e dall’ognuno, verso un modo documentario di riconoscimento, senza cioè stereotipi o pregiudizi.

Dalle Note di regia

Mi ero prefissato anche l’obiettivo di ridurre, ancora più di quanto fatto in precedenza, il confine tra fiction e documentario. Volevo trovare una drammaturgia, costruire sul campo un film che tenesse viva l’attenzione e che l’interesse potesse crescere minuto dopo minuto con sorprendenti micro avvenimenti regalati da questo particolare micro mondo, ma senza alterare nulla. Ho deciso quindi di provare a muovermi come se stessi girando un film di finzione, ma senza calpestare il difficile campo della realtà.

Scarica la scheda di approfondimento

Trailer

Photogallery

Selezione film

La Rete degli Spettatori porta film di qualità nelle sale e nelle scuole, facendo incontrare il pubblico con registi, sceneggiatori e attori.

Website design by KMSTUDIO