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La vita agra

Locandina La vita agra
Anno:
1964
Durata:
100 min

Cast artistico e tecnico

Note di regia

Sinossi

Luciano è il responsabile delle attività culturali di una miniera in crisi, costretta a tagliare i costi. Per vendicarsi della società che lo licenzia (e che causerà indirettamente la morte di 50 minatori in un’esplosione), si trasferisce a Milano per farne saltare il palazzo. Qui, oltre a intrecciare una relazione clandestina con la comunista Anna, comincia a farsi strada tra i traduttori e i pubblicitari dell’azienda, con l’intenzione di organizzare l’attentato dall’interno. Ma il benessere economico e il riconoscimento sociale che il suo lavoro intellettuale gli dona per la prima volta faranno dimenticare a Luciano il senso e lo scopo del suo trasferimento.

Note a margine

Un dramma sarcastico sull’imborghesimento e l’ipnosi di benessere e denaro che il boom portò agli italiani, sotterrando le pretese critiche e rifondatrici che segnarono il dopoguerra. Tratto dall’omonimo romanzo (in parte autobiografico) di Luciano Bianciardi, adattato da Lizzani con Sergio Amidei e Luciano Vincenzoni, La vita agra è una “storia social-psicologica e post-miracolistica”, come l’ha definita lo stesso Vincenzoni, che descrive il disagio della borghesia intellettuale nei confronti di una società che ha portato la cultura dentro il sistema, rendendola in qualche modo complice di quella anestetizzazione morale e civile che negli anni ’60 era solo agli inizi.

Lizzani conosce bene i luoghi in cui ambienta il film, la Milano del Pirellone appena costruito e dei freschi quartieri satellite in cui si andava radunandosi l’élite industriale italiana, e permette a Tognazzi di dare al personaggio e al racconto un tono sornione che scambia la disillusione del romanzo con una sorta di satira – come nel finale in cui alla bomba si sostituiscono due fagiani.

Avanti sui tempi, soprattutto nelle tematiche, ma anche in parte nello stille narrativo, La vita agra lasciò perplessa la critica dell’epoca (che comunque premiò il film al festival di Karlovy Vary) per farsi strada nel tempo, come il romanzo stesso.

Fondamentale l’uso delle musiche di Piero Piccioni, con Enzo Jannacci che compare in un’osteria a cantare qualche canzone. Bianciardi appare in un cameo, accompagnando Tognazzi nell’inchiesta su operai e macchine.

Selezione film

La Rete degli Spettatori porta film di qualità nelle sale e nelle scuole, facendo incontrare il pubblico con registi, sceneggiatori e attori.

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