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Lo scopone scientifico

Locandina Lo scopone scientifico
Anno:
1972
Durata:
116 min

Cast artistico e tecnico

Note di regia

Sinossi

Peppino e Antonia sono due borgatari che attendono come ogni anno l’arrivo di una vecchia miliardaria e del suo segretario nel proprio castello in periferia per giocare d’azzardo a scopone e cercare di cambiare la propria vita e quella del quartiere. Ma la potenza economica e l’astuzia della megera fanno in modo che qualunque perdita non sia definitiva e che lei riesca sempre a recuperare il proprio denaro. Così, gli abitanti del quartiere invocano l’intervento di Righetto, baro e giocatore professionista. Ma la partita, dopo un inizio favorevole, non andrà come gli abitanti della borgata speravano, nemmeno per la ricca signora.

Note a margine

Commedia fiabesca, apologo politico e film sul gioco, Lo scopone scientifico è uno dei più importanti film di Luigi Comencini negli anni ’70, assieme a La donna della domenica e alla trasposizione televisiva di Pinocchio. Una “favola giusta sulla lotta dei deboli contro i potenti” (come la definì lo stesso Comencini), tinta di grottesco, con il castello della strega che si erge prepotente sulla baraccopoli dei protagonisti e che diventa una metafora del rapporto tra denaro e potere e tra le classi sociali di un’Italia che, dopo il ’68 e le teorie marxiste (incarnate da Mario Carotenuto), si crede emancipata e invece è ancora terra di feudi e vassalli. La sceneggiatura di Rodolfo Sonego si tinge spesso di amarezza, di toni neri e beffardi (come nel sottofinale, tramite il rapporto tra Cleopatra, figlia di Peppino, e la vecchia), sfiora a più riprese il dramma (la reazione di Righetto alla sconfitta) e diventa, con il passare dei minuti, sempre più un affresco d’insieme che una partita a quattro, grazie anche all’utilizzo di grandi caratteristi per i ruoli secondari che sottolineano il carattere sottilmente ideologico e pessimista del film.

Punto di forza de Lo scopone scientifico è la presenza di due divi della vecchia Hollywood, come Bette Davis e Joseph Cotten – al terzo film insieme dopo Peccato di King Vidor e Piano… piano, dolce Carlotta di Robert Aldrich –, accanto a due grandi del cinema italiano come Alberto Sordi e Silvana Mangano, anche se i rapporti tra loro non furono affatto pacifici, specie con Sordi (ribattezzato “Alberto Sordido” dall’attrice americana), come raccontò poi la stessa Davis in una biografia scritta da Whitney Stine.

Proprio gli attori portarono al film i premi più prestigiosi, come il David di Donatello vinto sia da Sordi sia da Silvana Mangano (pari merito con Florinda Bolkan di Cari genitori) e il Nastro d’Argento per Mario Carotenuto.

Selezione film

La Rete degli Spettatori porta film di qualità nelle sale e nelle scuole, facendo incontrare il pubblico con registi, sceneggiatori e attori.

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