Il Gattopardo

Anno:
1963
Durata:
187

Sinossi

Fastosa e raffinata illustrazione del passaggio della Sicilia dai Borboni ai Sabaudi, e della conciliazione tra due mondi affinché “tutto cambi perché nulla cambi”. Nel 1860, alla notizia dello sbarco dei garibaldini, il principe don Fabrizio di Salina appare preoccupato di mettersi al riparo da ogni possibile cambiamento, così prima vota pubblicamente per l’annessione della Sicilia allo stato Sabaudo, poi favorisce il fidanzamento del nipote Tancredi, nobile ma spiantato, con la bella Angelica, di umili origini ma ricca. Durante un ballo nel suo palazzo di Palermo, organizzato per festeggiare la scongiurata rivoluzione, il principe presagisce tuttavia l’inevitabile fine del proprio mondo e invoca, contro l’angoscia della perdita d’un passato irripetibile, l’estrema certezza della morte.

Note a margine

Prodotto per la Titanus da Goffredo Lombardo, il film vince la Palma d’oro al festival di Cannes del 1963. Visconti coglie immediatamente nel romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, pubblicato postumo nel 1958, l’opportunità di proporre una sua lettura del Risorgimento, come rivoluzione mancata e, insieme, una lucida critica alle classi dirigenti italiane minate dal vizio del trasformismo cronico.

Come già in Senso, attraverso la chiave congeniale del melodramma il regista evidenzia la dimensione musicale del romanzo; la messa in scena mira soprattutto a costruire, con spettacolarità coreografica, soprattutto nella lunga sequenza finale del ballo, lo struggente ritratto della fine di un individuo e di un mondo. Con grande sapienza registica, Visconti riesce a fare del momento di maggiore fastosità scenografica e di coralità, occasione d’una altrettanto efficace contemplazione interiore. È proprio durante il ballo nel lussuoso salone di palazzo Ponteleone che il principe prende le distanze sia dal vecchio mondo sia dallo squallido trasformismo dei profittatori del nuovo corso, presagendo la fine imminente. Per il ballo Visconti utilizza lo spartito di un valzer inedito di Verdi.

Artistic Cast:
Burt Lancaster (Fabrizio Salina) Claudia Cardinale  (Angelica Sedara) Alain Delon (Tancredi Falconeri) Paolo Stoppa (Calogero Sedara) Rina Morelli (Mariastella Salina) Romolo Valli (Padre Pirrone) Mario Girotti (Conte Cavriaghi) Pierre Clémenti (Fracnesco Paolo) Lucilla Mortacchi (Concetta) Giuliano Gemma (Generale di Garibaldi) Ida Galli (Carolina) Ottavia Piccolo (Caterina) Serge Reggiani (Ciccio Tumeo)
Crew:
regia Luchino Visconti soggetto Giuseppe Tomasi di Lampedusa sceneggiatura Suso Cecchi D'Amico Pasquale Festa Campanile Enrico Medioli Massimo Franciosa Luchino Visconti fotografia Giuseppe Rotunno montaggio Mario Serandei scenografia Mario Garbuglia costumi Piero Tosi musica Nino Rota produttore Goffredo Lombardo
Direction notes:
Prodotto per la Titanus da Goffredo Lombardo, il film vince la Palma d'oro al festival di Cannes del 1963. Visconti coglie immediatamente nel romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, pubblicato postumo nel 1958, l'opportunità di proporre una sua lettura del Risorgimento, come rivoluzione mancata e, insieme, una lucida critica alle classi dirigenti italiane minate dal vizio del trasformismo cronico. Come già in Senso, attraverso la chiave congeniale del melodramma il regista evidenzia la dimensione musicale del romanzo; la messa in scena mira soprattutto a costruire, con spettacolarità coreografica, soprattutto nella lunga sequenza finale del ballo, lo struggente ritratto della fine di un individuo e di un mondo. Con grande sapienza registica, Visconti riesce a fare del momento di maggiore fastosità scenografica e di coralità, occasione d'una altrettanto efficace contemplazione interiore. È proprio durante il ballo nel lussuoso salone di palazzo Ponteleone che il principe prende le distanze sia dal vecchio mondo sia dallo squallido trasformismo dei profittatori del nuovo corso, presagendo la fine imminente. Per il ballo Visconti utilizza lo spartito di un valzer inedito di Verdi.

Selezione film

La rete degli spettatori porta film di qualità nelle sale e nelle scuole, facendo incontrare il pubblico con registi, sceneggiatori e attori.